Camminate piano. Ne va della vostra e della nostra vita. Qui da noi, se pesate non aiutate. Qui niente qualità, ci preoccupiamo solo della quantità. La vita va al peso, ogni vostro passo è un macigno per noi. Ogni tuo chilo, per noi è un chiodo di bara.
Noi odiamo gli obesi, sono la nostra rovina. Il comune ha organizzato il 25 Aprile una grande e gioiosa manifestazione, una sagra rinomata in tutta Italia: "La Caccia alla Ciccia". I capi dei rioni più importanti caricano i loro fucili e impallinano ogni centimetro grasso che avvistano su per la città vecchia. Quei panzoni vengono poi appiccati a marcire, fino a che l'aria invisibile non li mangia, e il naturale processo di decomposizione fa il suo dovere in modo da avere sempre le mani pulite, noi. Non siamo razzisti, semplicemente non li vogliamo nel nostro paese, capirete bene che per noi loro sono solo un danno. E' per questo che non esistono pasticcerie nel nostro paese, guai se un purosangue autoctono si riducesse in quello stato. Non vorremmo mai espellerlo, così li trattiamo da piccoli. Niente dolci, solo dolce euchessina. Il più leggero di noi ogni mese vince un premio in denaro. L'anoressia? Basta con questa ipocondria. Il bello è negli occhi di chi si guarda, e noi ci vediamo belli così. E non siamo d'accordo con chi è d'accordo.
Questo discorso per ringraziarvi del vostro voto. Grazie a tutti voi, piccoli esili concittadini.

Il nuovo sindaco Di Bagnoregio

"Giuliano Ferrara non è grasso perchè mangia... è che ri-mangia!"
Roberto Benigni

Ma guarda che sono strano forte. Com'è come non è mi vado sempre a impelagare in queste situazioni da codice penale. Essì, perchè questa è una situazione da codice penale! Ma che ci devo fare? Sono fatto male lo so, mi vado a scegliere sempre la via più tortuosa e inagibile. Ma giuro, non lo faccio perchè devo dimostrare qualcosa a me stesso, perchè mi piacciono le sfide o perchè mi piace rovinare la vita degli altri. Capita, senza che io riesca a controllarlo. Comunque non è questo il problema che mi afflige ora, forse è solo che so già di non avere speranze. Ma mannaggia il fato avverso, quella sbudellata della dea fortuna. Scusate la volgarità ma quando ci vuole ci vuole. Vabbè, qualcuno ha qualche idea? Io niente, buio totale, nisba, nulla, zero, caput! Per carità, non mi sto buttando giù. Tanto io queste cose le affronto sempre con tutte l'ottimismo di cui dispongo. Solo che st'ottimismo è tanto teorico ma poco pratico, non mi sembra serva a molto. Devo passare all'attacco? No ditemi voi, perchè io passo. Passo, non scherzo. No dai, non passo. Tanto sicuro che se lo faccio mi infilano in contropiede. Difesa troppo forte, non posso rischiare. Deciso, facciamo come sempre, giochiamo di rimessa.

"Gli altri segneranno però, che spettacolo quando giochiamo noi, non molliamo mai!"
883 "La dura legge del gol"

Oggi guardavo il ritaglio di cielo blu sopra il terrazzo. In quel punto le case s'alzavano immobili e nel punto in cui terminavano formavano una cornice di mattoni. Oggi il cielo era particolarmente terso e vivido, e sembrava una finestra aperta nel nulla e nel tutto. Non riuscivo ad abbassare il mento, rischiando il tipico torcicollo da sognatore. Aspiravo la mia sigaretta mentre c'immaginavo di tutto, o meglio, tutto quello che volevo. Che poi non è molto, credo. Chissà se qualcuno guardava il mio stesso cielo oggi. In fondo il cielo è di tutti, anche se oggi solo per un momento me ne sono appropriato, fosse pure qualche metro. Ma so che anche un solo metro di cielo è infinito, così come sono infiniti i sogni che può contenere. Io di sogni non ne ho molti, ma di fantasie non sono avaro. Preferisco fantasticare che sognare, perchè il sogno è effimero e illusorio. Quando sogni, dentro di te speri sempre che quel sogno prima o poi si trasformi in realtà. Vive in te quella speranza, che sarà l'ultima a morire ma lo farà tra atroci dolori. Il bello della fantasia è nel suo essere fantasia e nient'altro. La fantasia vive d'illusioni e muore d'illusioni, quelle illusioni che sono solo ottiche, che non illudono e non deludono. Sai che è irreale ed è questa la sua bellezza, perchè può essere come vuoi tu senza quelle catene che invece legano il sogno alla vita di tutti i giorni. Io voglio essere questo: non un sognatore ad occhi aperti, ma un fantasticatore ad occhi chiusi.

"Finchè sognamo la vita, la vita diventerà un sogno..."
Stevie Wonder "As"

C'è napoletaneità nell'aria. Si può tagliare con un coltello, mentre usi i fendinebbia per fare a fette un prosciutto. A farla breve, ieri al Teatro Olimpico ho assistito insieme ai miei amici alla messinscena di "Bello di papà", l'ultimo spettacolo di Vincenzo Salemme. Molto bello, purtroppo imbruttito da una recitazione così così. Non voglio fare l'Ego spaccapalle (il critico culinario di Ratatouille), anche perchè non ne ho nè il diritto nè la facoltà. Però nel secondo atto è stato un susseguirsi di risate in scena e dimenticanze, un po' strano visto che lo spettacolo è in palinsesto dai primi di Aprile. Insomma, a parte questo è stato esilarante, due ore ben spese con la magia del teatro e gli stilemi della commedia all'italiana (e la verve unica di Salemme). La magia però è stata spezzata pochi minuti dopo la fine dello spettacolo, quando in allegria e spensieratezza abbiamo concluso la serata dallo "Zozzone di Porta Maggiore". Sembra una cosa schifosa, e invece no, è molto peggio.
E visto che c'è napoletaneità, ancora una cosa. Stamattina in Metro (dove ho preso una bella multina, contestabile per fortuna) il mio iPod, come sempre in modalità, random ha tirato dal cilindro una canzone che non sentivo da tempo. Anzi, una canzone che non vedevo, visto che avevo solo il videoclip sul Pc, che ogni tanto rispolveravo, soprattutto in compagnia. Invece oggi me la sono ritrovata sparaflesciata nelle orecchie. "O saaje comme fa 'o core" è una canzone scritta a quattro mani da Pino Daniele e Massimo Troisi durante il loro lungo periodo di collaborazione nella stesura delle colonne sonore di alcuni dei film di quest'ultimo. E' una poesia riadattata, e si sente. E' molto bella e mi ci sono un pò visto. Così, senza presunzione, l'ho leggermente "risistemata" alle mie esigenze, ma più che altro a me.

L'UNA

Tu stive 'nzieme a me
je te guardavo
comm'è succiesso, ammore
ca è fernuto
ma je nun m'arrenn'
ce voglio pruva'.
Je no, je no
'o ssaje comme fa 'o core
je no, je no
quann s'è sbagliato

L'ALTRA

Tu sta 'nzieme a n'ato
je te guard
e primma 'e da' 'o tiempo all'uocchie
pe' s'annammura'
già s'è fatt' annanze 'o core.
A me, a me
'o ssaje comme fa 'o core
a me, a me
quann' s'è annamurato

Non ho mai incollato qualcosa di un altro in questo blog, solo cose mie e qualche piccola citazione. Non prenderò questa brutta piega, promesso, soltanto che questa aveva un sapore particolare.

"Napule è 'na carta sporca e nisciuno se ne importa e ognuno aspetta a' ciorta"
Pino Daniele "Napul'è"

Quando tutto sembra andare di merda arriverà qualcuno che tirerà lo sciaquone e si porterà via tutti gli stronzi che infestano il tuo cammino. Quando tutto sembra rotolare giù dalla scarpata dell'esistenza ci sarà un ramo gommoso (come in Willie Il Coyote) che s'aggancierà al colletto della tua giacca e ti farà rimbalzare di nuovo in pista (e stavolta senza incudine che cade da non si sa dove). Quando tutto sembra dire "No" alle tue richieste d'amore, d'affetto e di caramelle alla fragola, probabilmente non sentirai nessun "Sì", ma se saprai tenere gli occhi aperti vedrai qualcuno annuire in silenzio. Quando tutto è triste e grigio e cupo e ombroso, e sembra proprio che stia per piovere e non ci saranno santi, non consolarti pensando ad un vecchio darkettone zombie che diceva "Non può piovere per sempre"; piuttosto pensa a quanto è bella la pioggia, al suo rumore sui vetri prodotto da miliardi di gocce kamikaze che a ogni pioggia si sacrificano per far rifiorire la vita in questo mondo arido. Quando hai la gola secca, la lingua arida e troppa sete ma non puoi bere, e nessuno sembra curarsene, e tutti ti evitano, e ti schifano e ti ignorano, a quel punto fai un ultimo sforzo, un ultimo durissimo sforzo: tira su quel poco di saliva che ti è rimasta e sputagli addosso a quegli stronzi. Quando il mondo sembra correre più veloce di te, fermati e aspetta. Se è vero che è tondo, prima o poi ripassa da quelle parti.
Quando ti senti troppo sola, guardarsi allo specchio è un buon inizio. Questo si chiama ottimismo cronico.

"Non so se ridere o piangere. Nell'incertezza, rido"
Alfredo Accatino

Davvero non mi va più di scrivere su questo benedetto blog. Non so il perché (e comunque ora sto scrivendo). Eppure tutto gira bene, o almeno non male. Il lavoro va a gonfie vele: l'altro giorno dopo l'ennesima presa per il culo nei confronti di noi dipendenti, ho preso a parolacce il mio capo (a dir la verità una, ma ben assestata). La risposta è stata "Questa è insubordinazione". Insubordinazione? Ma viene da ridere solo a me? Comunque a parte questo oggi dovrebbero darmi una lettera, non minatoria, ma di richiamo. Mi richiamano. Questo sì che è terrorismo psicologico. Rabbrividisco.
Sul fronte casa non va benissimo, ma va. Non so se rimarrò a lungo là dentro, ma fino adesso non è che me la sia goduta così tanto. Vorrei passare il fine settimana lì, magari preparare qualche leccornia per il pranzo domenicale come faceva mia nonna ma purtroppo non ho tempo. Ma la settimana prossima andrò in ferie e cascasse il mondo preparerò qualcosa di gustoso per chiunque vorrà aggregarsi. A scelta tra gnocchi e melanzane alla parmigiana. O perché no, la paizza!
Vedi, non era difficile scrivere qualcosa. Pensandoci bene però, credo di sapere da cosa deriva questa apatia contenta. E' l'abitudine, la routine. E' da un po' che m'accorgo che i giorni s'assomigliano sempre di più, che la mia vita sta perdendo quell'imprevedibilità a cui ero abituato e che mi piaceva un sacco. Trovo molto più noioso questo piattume, questa ruggine che sta intaccando i miei pensieri. Devo dare una sterzata alla direzione che sta prendendo la mia vita. Ce l'ho già in mente e non sarà facile, ma se tutto va bene sarà la strada più bella che potrò percorrere.
Quando il film della tua vita ti sembra stia per finire, tranquillo. Se è stato un successo, qualcuno ha già pronto il sequel.

"Sono stato accusato di volgarità. Io dico che è una stronzata"
Mel Brooks

Sapete, sono così contento che non mi va di scrivere un cazzo. Butto lì qualche parola chiave: lettera, Assenzio, cazzuola, puzzette, Santanchè, ferie, stupido.

"Io, voglio una vita tranzolla..."
Mirko "Mai Dire Martedì"

Scatafascio. Un'altro giorno come questi due passati e sono pronto a diventare sabbia per gatti. Ma di che parlo chiederete voi ingenui lettori/lettrici? Fate i bravi, lasciate che mi spieghi. Martedì festa di compleanno. Ma non una cosa tranzolla, perché tutto è cominciato con l'idea ben precisa di farsi del male. E così è stato, fedeli alla linea del vino. Piccola divagazione: cos'è la linea del vino? Non lo so, l'ho inventata adesso, ma provo a giustificare le mie parole sparate a cazzo. La linea del vino è come un confine tra due mondi: da questa parte la gente è calma e cosciente delle proprie azioni, ma appena la si supera sembra d'essere entrati in un tunnel psichedelico di rincoglionimento e ilarità generale. Per questo oltre la linea puoi vedere gente che ride e scherza ma non sa perchè, mentre quelli al di qua della linea ridono e scherzano ugualmente ma con adosso quel pudore che li rende un pò piatti. La cosa migliore sarebbe restare in bilico su quella striscia, e come un funambolo guardare sia a destra che a sinistra per cercare di non cadere. Il problema è che quella linea è sottilissima. Quindi tanto vale lanciarsi. Torniamo a noi. La serata compleanno si è ripartita tra aperitivo, vineria, pub e locale al pigneto con musica anni '60. Ci siamo così trovati più brilli che mai a ballare "Con le pinne, il fucile e gli occhiali", "Abbronzatissima" e voi potete immaginare cosa. La serata si è conclusa con un classico: panino da Orfeo alle quattro di notte. Imperdibile la scena di me che mi faccio duecento metri sull'asfalto fresco mentre un addetto dell'ANAS mi urla disperato di cambiare corsia e conclude l'enciclica con un sonoro "Vaffanculo"! Tante altre cose da raccontare, ma non sono più brillo e ora ho anch'io addosso quel pudore che mi salverà da altre figurine di merda.
Ieri invece è stato un pò diverso, anche dal punto di vista alcolico c'è stato un calo. Il calo non c'è stato invece se si parla di pura, genuina e innocente follia. Si è partiti di nuovo con l'aperitivo per finire poi a San Lorenzo, di preciso "Cocorico". Si è cantato a squarciagola e ballato a squarciagola (laddove fosse possibile). Sudati, unti e bisunti, stanchi ma felici. L'ultima volta che ho "karaokato" non la ricordavo così appagante. Sarà che quella sera c'era una persona che ho scoperto speciale, e a me le persone speciali mi fanno stare bene: "Ricominciamooooooo"!

"Ma questo è dedicato a te, alla tua lucente armonia. Sei immensamente Giulia!"
Io, Alan, Fabio "Dedicato a te"

Neanche il tempo di dormire. Così ho vissuto, quando ce n'è stato bisogno. Sempre di corsa, sempre ad un metro da terra. Sempre in ritardo, e forse per questo avevo bisogno di correre. Con una mano in tasca a scegliere la mia colonna sonora e l'altra a tenere la mia borsa, troppo pesante per le sole mie tre spalle. Ho camminato dove non c'erano strade da percorrere, ho viaggiato su treni che correvano a ritroso. Ho saltato fossi pieni di niente, li ho superati con le mie gambe, non necessariamente entrambe. Ho riso quando c'era da piangere, ho lasciato il divertimento ad altri quando c'era da ridere. Troppo spesso mi sono perso per poi ritrovarmi dove mi ero lasciato. E tutte quelle volte che ho perso ho sempre vinto. Ho battuto la testa dove doveva battere il cuore. E il cuore non mi ha mai lasciato, nonostante ce l'abbia con me. Su ogni errore fatto per sbaglio ho messo una pietra, e tutto quel che mi è rimasto è questo splendido castello. Ho sputato in faccia all'odio, gli ho sputato tutto l'amore che avevo. Sono riuscito a fare quello che non avevo voglia di fare, nessuna volontà incredibile, solo fortuna. Ma ho cercato disperatamente quella fortuna e non l'ho mai tradita. Come non ho mai tradito me stesso, perché non me lo sarei mai perdonato.
Tutto questo l'ho fatto per me, solo per me. Ma non ho ancora trovato quello che sto cercando.

"Occhio!"
Andrea Bocelli

Vota Antonio, vota Antonio! Non c'era nessun Antonio oggi sulla scheda elettorale. Più che scheda, schedina, perchè oggi dare un voto a una squadra o a un'altra è stato come giocare al Totocalcio. Infinitesimali possibilità di vittoria, azzeccare quella giusta è pressocchè impossibile. Oggi più che votazione, per me è stata esclusione. Un gioco ad eliminazione dove non avevo ben in mente chi votare ma chi non votare. Alla fine penso di aver fatto la scelta meno sbagliata. Poi non ho capito perchè non si potevano portare videofonini. A malincuore ho lasciato il cellulare a casa e ho fatto bene, visto tutti quelli che hanno fermato perche avevano il telefonino addosso. Per fortuna nessuno ha fatto storie per la mia Reflex. Idioti.
Sento tutto il mondo addosso, appiccicato come una cozza al suo scoglio. La cozza sono io ovviamente, chiuso in me stesso, con la convizione che dentro di me ci sia quella perla che mi permetterà di brillare. Tutte cazzate. L'unico modo che ho per brillare è continuare a lucidare la mia scorza, finchè il braccio non mi farà male. Sono in pochi che possono vantare una perla, c'è chi vive una vita intera pensando che qualcuno si accorgerà prima o poi di quella perla che non c'è. Non c'è niente nascosto dentro di noi, quello che saremo è semplicemente quello che siamo. Solo un pò più saggi.
Non sento più dolore. Sento amore ancora, tanto, troppo forse. Ma il dolore è sparito magicamente, o forse c'ho preso gusto. Non lo so, mi sfugge tutto di mano, non c'è più ragione ne lucidità in quel che faccio. Ormai ho deciso: salirò in macchina, premerò l'accelleratore e mi scontrerò con tutti i muri che trovo finchè non riuscirò ad attraversarne uno. Poi farò retromarcia e ricomincierò. Finchè gli occhi non smetteranno di piangere e cominceranno a sanguinare. Cos'è questa? Tristezza? No, non c'è tristezza nelle mie parole. Quello che volevo dire è che se io posso cambiare, e noi possiamo cambiare, allora tutto il mondo può cambiare. Consuelooo!!!
Troppo non è mai abbastanza.

"Manda qualcuno che mi ami, ho bisogno di riporre le armi. Tienimi al sicuro dai guai nella pioggia a dirotto..."
Robbie Williams "Better Man"