Quando tutto sembra andare di merda arriverà qualcuno che tirerà lo sciaquone e si porterà via tutti gli stronzi che infestano il tuo cammino. Quando tutto sembra rotolare giù dalla scarpata dell'esistenza ci sarà un ramo gommoso (come in Willie Il Coyote) che s'aggancierà al colletto della tua giacca e ti farà rimbalzare di nuovo in pista (e stavolta senza incudine che cade da non si sa dove). Quando tutto sembra dire "No" alle tue richieste d'amore, d'affetto e di caramelle alla fragola, probabilmente non sentirai nessun "Sì", ma se saprai tenere gli occhi aperti vedrai qualcuno annuire in silenzio. Quando tutto è triste e grigio e cupo e ombroso, e sembra proprio che stia per piovere e non ci saranno santi, non consolarti pensando ad un vecchio darkettone zombie che diceva "Non può piovere per sempre"; piuttosto pensa a quanto è bella la pioggia, al suo rumore sui vetri prodotto da miliardi di gocce kamikaze che a ogni pioggia si sacrificano per far rifiorire la vita in questo mondo arido. Quando hai la gola secca, la lingua arida e troppa sete ma non puoi bere, e nessuno sembra curarsene, e tutti ti evitano, e ti schifano e ti ignorano, a quel punto fai un ultimo sforzo, un ultimo durissimo sforzo: tira su quel poco di saliva che ti è rimasta e sputagli addosso a quegli stronzi. Quando il mondo sembra correre più veloce di te, fermati e aspetta. Se è vero che è tondo, prima o poi ripassa da quelle parti.
Quando ti senti troppo sola, guardarsi allo specchio è un buon inizio. Questo si chiama ottimismo cronico.

"Non so se ridere o piangere. Nell'incertezza, rido"
Alfredo Accatino

Davvero non mi va più di scrivere su questo benedetto blog. Non so il perché (e comunque ora sto scrivendo). Eppure tutto gira bene, o almeno non male. Il lavoro va a gonfie vele: l'altro giorno dopo l'ennesima presa per il culo nei confronti di noi dipendenti, ho preso a parolacce il mio capo (a dir la verità una, ma ben assestata). La risposta è stata "Questa è insubordinazione". Insubordinazione? Ma viene da ridere solo a me? Comunque a parte questo oggi dovrebbero darmi una lettera, non minatoria, ma di richiamo. Mi richiamano. Questo sì che è terrorismo psicologico. Rabbrividisco.
Sul fronte casa non va benissimo, ma va. Non so se rimarrò a lungo là dentro, ma fino adesso non è che me la sia goduta così tanto. Vorrei passare il fine settimana lì, magari preparare qualche leccornia per il pranzo domenicale come faceva mia nonna ma purtroppo non ho tempo. Ma la settimana prossima andrò in ferie e cascasse il mondo preparerò qualcosa di gustoso per chiunque vorrà aggregarsi. A scelta tra gnocchi e melanzane alla parmigiana. O perché no, la paizza!
Vedi, non era difficile scrivere qualcosa. Pensandoci bene però, credo di sapere da cosa deriva questa apatia contenta. E' l'abitudine, la routine. E' da un po' che m'accorgo che i giorni s'assomigliano sempre di più, che la mia vita sta perdendo quell'imprevedibilità a cui ero abituato e che mi piaceva un sacco. Trovo molto più noioso questo piattume, questa ruggine che sta intaccando i miei pensieri. Devo dare una sterzata alla direzione che sta prendendo la mia vita. Ce l'ho già in mente e non sarà facile, ma se tutto va bene sarà la strada più bella che potrò percorrere.
Quando il film della tua vita ti sembra stia per finire, tranquillo. Se è stato un successo, qualcuno ha già pronto il sequel.

"Sono stato accusato di volgarità. Io dico che è una stronzata"
Mel Brooks

Sapete, sono così contento che non mi va di scrivere un cazzo. Butto lì qualche parola chiave: lettera, Assenzio, cazzuola, puzzette, Santanchè, ferie, stupido.

"Io, voglio una vita tranzolla..."
Mirko "Mai Dire Martedì"

Scatafascio. Un'altro giorno come questi due passati e sono pronto a diventare sabbia per gatti. Ma di che parlo chiederete voi ingenui lettori/lettrici? Fate i bravi, lasciate che mi spieghi. Martedì festa di compleanno. Ma non una cosa tranzolla, perché tutto è cominciato con l'idea ben precisa di farsi del male. E così è stato, fedeli alla linea del vino. Piccola divagazione: cos'è la linea del vino? Non lo so, l'ho inventata adesso, ma provo a giustificare le mie parole sparate a cazzo. La linea del vino è come un confine tra due mondi: da questa parte la gente è calma e cosciente delle proprie azioni, ma appena la si supera sembra d'essere entrati in un tunnel psichedelico di rincoglionimento e ilarità generale. Per questo oltre la linea puoi vedere gente che ride e scherza ma non sa perchè, mentre quelli al di qua della linea ridono e scherzano ugualmente ma con adosso quel pudore che li rende un pò piatti. La cosa migliore sarebbe restare in bilico su quella striscia, e come un funambolo guardare sia a destra che a sinistra per cercare di non cadere. Il problema è che quella linea è sottilissima. Quindi tanto vale lanciarsi. Torniamo a noi. La serata compleanno si è ripartita tra aperitivo, vineria, pub e locale al pigneto con musica anni '60. Ci siamo così trovati più brilli che mai a ballare "Con le pinne, il fucile e gli occhiali", "Abbronzatissima" e voi potete immaginare cosa. La serata si è conclusa con un classico: panino da Orfeo alle quattro di notte. Imperdibile la scena di me che mi faccio duecento metri sull'asfalto fresco mentre un addetto dell'ANAS mi urla disperato di cambiare corsia e conclude l'enciclica con un sonoro "Vaffanculo"! Tante altre cose da raccontare, ma non sono più brillo e ora ho anch'io addosso quel pudore che mi salverà da altre figurine di merda.
Ieri invece è stato un pò diverso, anche dal punto di vista alcolico c'è stato un calo. Il calo non c'è stato invece se si parla di pura, genuina e innocente follia. Si è partiti di nuovo con l'aperitivo per finire poi a San Lorenzo, di preciso "Cocorico". Si è cantato a squarciagola e ballato a squarciagola (laddove fosse possibile). Sudati, unti e bisunti, stanchi ma felici. L'ultima volta che ho "karaokato" non la ricordavo così appagante. Sarà che quella sera c'era una persona che ho scoperto speciale, e a me le persone speciali mi fanno stare bene: "Ricominciamooooooo"!

"Ma questo è dedicato a te, alla tua lucente armonia. Sei immensamente Giulia!"
Io, Alan, Fabio "Dedicato a te"

Neanche il tempo di dormire. Così ho vissuto, quando ce n'è stato bisogno. Sempre di corsa, sempre ad un metro da terra. Sempre in ritardo, e forse per questo avevo bisogno di correre. Con una mano in tasca a scegliere la mia colonna sonora e l'altra a tenere la mia borsa, troppo pesante per le sole mie tre spalle. Ho camminato dove non c'erano strade da percorrere, ho viaggiato su treni che correvano a ritroso. Ho saltato fossi pieni di niente, li ho superati con le mie gambe, non necessariamente entrambe. Ho riso quando c'era da piangere, ho lasciato il divertimento ad altri quando c'era da ridere. Troppo spesso mi sono perso per poi ritrovarmi dove mi ero lasciato. E tutte quelle volte che ho perso ho sempre vinto. Ho battuto la testa dove doveva battere il cuore. E il cuore non mi ha mai lasciato, nonostante ce l'abbia con me. Su ogni errore fatto per sbaglio ho messo una pietra, e tutto quel che mi è rimasto è questo splendido castello. Ho sputato in faccia all'odio, gli ho sputato tutto l'amore che avevo. Sono riuscito a fare quello che non avevo voglia di fare, nessuna volontà incredibile, solo fortuna. Ma ho cercato disperatamente quella fortuna e non l'ho mai tradita. Come non ho mai tradito me stesso, perché non me lo sarei mai perdonato.
Tutto questo l'ho fatto per me, solo per me. Ma non ho ancora trovato quello che sto cercando.

"Occhio!"
Andrea Bocelli

Vota Antonio, vota Antonio! Non c'era nessun Antonio oggi sulla scheda elettorale. Più che scheda, schedina, perchè oggi dare un voto a una squadra o a un'altra è stato come giocare al Totocalcio. Infinitesimali possibilità di vittoria, azzeccare quella giusta è pressocchè impossibile. Oggi più che votazione, per me è stata esclusione. Un gioco ad eliminazione dove non avevo ben in mente chi votare ma chi non votare. Alla fine penso di aver fatto la scelta meno sbagliata. Poi non ho capito perchè non si potevano portare videofonini. A malincuore ho lasciato il cellulare a casa e ho fatto bene, visto tutti quelli che hanno fermato perche avevano il telefonino addosso. Per fortuna nessuno ha fatto storie per la mia Reflex. Idioti.
Sento tutto il mondo addosso, appiccicato come una cozza al suo scoglio. La cozza sono io ovviamente, chiuso in me stesso, con la convizione che dentro di me ci sia quella perla che mi permetterà di brillare. Tutte cazzate. L'unico modo che ho per brillare è continuare a lucidare la mia scorza, finchè il braccio non mi farà male. Sono in pochi che possono vantare una perla, c'è chi vive una vita intera pensando che qualcuno si accorgerà prima o poi di quella perla che non c'è. Non c'è niente nascosto dentro di noi, quello che saremo è semplicemente quello che siamo. Solo un pò più saggi.
Non sento più dolore. Sento amore ancora, tanto, troppo forse. Ma il dolore è sparito magicamente, o forse c'ho preso gusto. Non lo so, mi sfugge tutto di mano, non c'è più ragione ne lucidità in quel che faccio. Ormai ho deciso: salirò in macchina, premerò l'accelleratore e mi scontrerò con tutti i muri che trovo finchè non riuscirò ad attraversarne uno. Poi farò retromarcia e ricomincierò. Finchè gli occhi non smetteranno di piangere e cominceranno a sanguinare. Cos'è questa? Tristezza? No, non c'è tristezza nelle mie parole. Quello che volevo dire è che se io posso cambiare, e noi possiamo cambiare, allora tutto il mondo può cambiare. Consuelooo!!!
Troppo non è mai abbastanza.

"Manda qualcuno che mi ami, ho bisogno di riporre le armi. Tienimi al sicuro dai guai nella pioggia a dirotto..."
Robbie Williams "Better Man"

Ci sto provando, davvero. Mi sono messo d'impegno a ripassare riga per riga quel racconto triste e malinconico che sembra non finire mai. Sfoglio, e quando sono arrivato alla fine del libro ecco che mi accorgo di due pagine in più, poi quattro, poi due ancora. Adesso, forbici alla mano, non ho intenzione di cancellare tutto. Come in quel film dal libro con le pagine incollate, nasconderò questa storia sotto altre parole, magari meno avvincenti e vere, ma perlomeno vive. Non sono contento di farlo, affatto. Ma ho scelta? No, io no.
Ho intenzione di aprire un altro blog. Davvero, non sono pazzo. O sì? O no? O sì? O no? Comunque non voglio svelare l'argomento. Butto un aiuto, vediamo chi c'azzecca: "Ero nella Valle della Morte". Tosta eh? Secondo me ci pigliano due, massimo tre persone (altro aiuto!).
Niente Caparezza stasera. L'ho saputo adesso. Peccato, ci tenevo. E' uscito il suo libro e l'ho già preso. In più oggi esce il suo nuovo disco. I portafoglio piange, urla e si dispera quindi penso aspetterò per l'acquisto. Intanto scarico. Ho detto scarico? Scherzavo eh!
Quanto costa la felicità? Più o meno quindici centesimi. O diciotto senza scatto alla risposta. O ancora tre righe completamente gratis, qualche minuto appena. Costa un sorriso, una carezza, una parola, forse due. Costa un abbraccio, un bacio, un metro di lingua. Io continuo a incontrare spilorci su spilorci, o peggio, gente che scialacqua i suoi sentimenti senza badarci troppo. Che dire? Basta dare e basta chiedere. Faccio da me, come sempre, forse male.
Non ridere delle disgrazie degli altri, perchè loro piangono le tue fortune.

"Io non credo in molte cose, ma in te... ci credo"
Simply Red "For Your Babies"

Che tempesta di idee! Ieri brain storming con i figaccioni dell'ATL. Io piccolo spauracchio dell'inutilità umana, intimorito dall'esperienza di cotanta sostanza entro nella sala riunioni con uno dei miei compagni di stage. Ero pronto a essere travolto dalla loro creatività, o almeno dalla loro esperienza. Pensavo: "Adesso qualunque cosa dirò sarà una figura di merda di fronte alle loro teste d'artista della comunicazione". Dopo dieci minuti di silenzio di tomba, alzo la manina da stagista e comincio a parlare. Sono state tre ore in cui loro non hanno tirato fuori nulla, se non cazzate enormi sulle quali si fissavano e che il direttore creativo bocciava tra fragorose risate. Io non credo di essere stato più utile di loro, mi sono solo sentito come un bambino deluso dalle aspettative di un gioco divertente. I baluardi di questa agenzia non sono riusciti a tirar fuori nessun coniglio dal loro cilindro e alla fine le idee maggiori sono arrivate da noi stagisti, forse perchè menti più fresche (mentine insomma). Contento d'essere stato utile, ma deluso dal sistema. Loro quelli che dovrebbero guidarci? Sto cominciando a capire che questo ambiente non è così meritocratico come si dice. O meglio, se sei bravo entri, ma entri anche se sei un paraculo col botto. E forse, fai anche più strada.
Stamattina ho pogato sulle note di "Cento passi" dei Modena City Ramblers, poi "Time is running out" dei Muse. Divertente. L'altro giorno invece mi hanno portato i biglietti per "Fuoriserie", l'expò di auto e moto d'epoca che si terrà alla fiera di Roma. Non sono un patito d'auto ne di moto, ma tutto ciò che è vecchio e bello mi piace e penso che ci andrò.
C'era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones. Che c'entra? Niente, solo che non so più che cazzo scrivere. Quindi basta.
Non c'è merito nel voler arrivare in cima. Il merito è nel trovarsi bene a valle.

"Volevo la libertà, legato e limitato. Ho cercato di rinunciare a te ma sono drogato. Ora che sai che sono intrappolato... non ti sogneresti mai di spezzare questa fissazione"
Muse "Time is running out"

Tutta la vita davanti. E' un ottimo film e lo cito per una sua scena. Più precisamente quella che apre il film. La protagonista (a mio avviso bellissima, Isabella Ragonese) ci racconta di una delle sue fantasie: s'immagina la gente per le strade, sugli autobus e nelle macchine cominciare a ballare all'unisono a ritmo di musica. Niente di che, se non fosse che è la stessa cosa a cui penso io, ogni benedetta mattina mentre prendo la Metro A, direzione Lepanto. Con il mio Ipod a portata d'orecchie, ogni mattina ascolto una diversa colonna sonora di questa mia stramba fantasia. Quelle che preferisco sono le hit degli anni ottanta, e la musica folk/rock, soprattutto negli orari di punta quando si può pogare alla grande. Stamattina è toccato a "I want your sex", ed era bellissimo immaginare quella vecchina coi capelli biondi avvinghiata alla sbarra di ferro, mentre agitava la borsetta tra i passeggeri increduli. Chissà se là dentro la gente si chiede perchè sorrido come un deficente?
Ho tagliato i capelli. Ogni volta per me è un evento, una rivoluzione. Odio farlo, ma fino ieri sembrava avessi vissuto per mesi relegato in un'isola deserta. Poi ho deciso, sono andato dal giardiniere per potare e alla fine mi sono seduto. Ma è normale che ogni volta che mi fanno lo shampoo io entri in catalessi? Troppo rilassante. Insomma, al taglio c'era questa specie di ibrido, tra Anna Oxa e Annalisa Minetti, che mi ha fatto un'acconciatura da brivido, anzi, da tutti i brividi del mondo. Nel senso che appena alzato avevo i capelli come Jim Carrey in "Scemo e + Scemo". Ho pagato, sono uscito e li ho arruffati per evitare figure di merda. Ora ho capito cos'è che aveva della Minetti.
Pensavo l'altro giorno al ridere e al sorridere. C'è una bella differenza. Si può ridere quando si è infelici, anche di gusto, ma non si può sorridere. Parlo di quel sorriso che rende bella qualunque persona, quello che si legge negli occhi. Conosco persone che si sforzano di sorridere ma che non riescono a nascondere la tristezza nei loro occhi. Il sorriso ha una magia, una delicatezza unica che lo allontana anni luce dalla goliardica risata. Alla faccia di chi si circonda di persone che fanno e sanno ridere, ma che non sanno cosa sia un sorriso sincero.
La risata per dimenticare i problemi, il sorriso quando non ne hai.

"Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell'ingiuria, che agguanto per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura"
Angelo Branduardi "Confessioni di un malandrino"

E' notte alta e sono sveglio. Non mi godevo la notte da un po' di tempo. Devo dire che mi mancava. La quiete, l'oscurità, la solitudine. Che dire? Che allegria! Però la notte posso pensare in pace (quello che non faccio di giorno purtroppo).
Oggi ho dormito fino all'una. Che bello. Benedetto week end, santo subito chi l'ha inventato. Come Dio? Vabbè facciamolo santo allora. Come è già santo? Più che santo? E che sarà mai, il creatore del cielo e della terra? Ah sì?
Sono impaurito. Ho paura di aver perso la fiducia di una persona a cui tengo. Molto, la persona a cui tengo di più. Maledette distanze, maledetto lavoro, maledetta Punto scalcinata. Sì, sarei così matto da farlo, ma forse non sarebbe un bene per nessuno. Riconsoliamoci con Corrado Guzzanti su YouTube. Ma se po' campà così?
Per non parlare del nonnismo in agenzia. Che covo di vipere. Se non la smetto di rispondere a ogni provocazione fra un mese sarò già a piede libero. Ma non penso che smetterò. Se pensano che starò lì a leccargli il culo perché là dentro mi ci hanno messo loro, sono fuori strada. A ogni battutina ce ne sarà una pronta, più cattiva e sempre più stronza. L'acidità va ripagata con il sarcasmo, che piaccia o no. Tanto a me piace.
Cos'è rimasto di vero ormai se non le bugie per amore?

"Cosa vuoi più da un amore che fa piangere e incazzare, ma che in fondo fa soltanto il suo bellissimo mestiere?"
Marco Masini "Il bellissimo mestiere"